Tutto quello che c’è da sapere sulle note legali: obblighi e consigli per il tuo sito web

Dal maggio 2024, la base giuridica delle informazioni legali è cambiata. La legge SREN ha ricodificato gli obblighi di identificazione degli editori di siti web, sostituendo il precedente articolo 6 III della LCEN con nuovi articoli 1-1 e 1-2 della LCEN. La maggior parte delle guide online non ha ancora integrato questa ristrutturazione. Comprendere questo nuovo quadro è un prerequisito per ogni editore di sito, sia che si tratti di un blog personale o di una piattaforma e-commerce.

Legge SREN e nuovi articoli della LCEN: cosa è cambiato nel 2024

L’articolo 48 della legge n° 2024-449 del 21 maggio 2024 (nota come legge SREN) ha introdotto una netta distinzione tra due obblighi precedentemente raggruppati. L’articolo 1-1 della LCEN tratta ora esclusivamente delle informazioni di identificazione che l’editore deve rendere accessibili. L’articolo 1-2, invece, stabilisce la sanzione penale applicabile in caso di inadempimento.

Questa separazione non è cosmetica. Essa chiarisce la lettura del testo sia per i professionisti del diritto che per gli editori non giuristi. Il regime di sanzione, entrato in vigore il 23 maggio 2024, prevede 1 anno di reclusione e 75.000 euro di multa per una persona fisica che non rispetti l’obbligo di identificazione.

Un sito che mostra ancora un riferimento al precedente articolo 6 III nella sua pagina di informazioni legali non è in violazione, purché le informazioni richieste siano presenti. Citare un fondamento giuridico abrogato può però sollevare un problema di credibilità, in particolare di fronte a un partner o un investitore che verificherebbe la conformità del sito.

Consultare le informazioni legali di Mon Coach A Domicile offre una panoramica concreta su come queste informazioni possano essere strutturate su un sito professionale.

Uomo che lavora da casa sulla redazione delle informazioni legali del suo sito internet con un computer portatile

Informazioni legali obbligatorie: contenuto preciso in base allo status dell’editore

Il contenuto richiesto varia a seconda che l’editore sia una persona fisica o una persona giuridica. Le confusioni rimangono frequenti, in particolare per i micro-imprenditori che omettono alcuni elementi.

Persona fisica (imprenditore individuale, micro-imprenditore)

  • Nome, cognome e indirizzo, accompagnati dalla dicitura “imprenditore individuale” o dalle iniziali “EI” per gli imprenditori individuali
  • Indirizzo e-mail e numero di telefono per contattare l’azienda
  • Numero di registrazione al RCS e numero di identificazione IVA
  • Identità dell’hosting del sito: nome o ragione sociale, indirizzo e numero di telefono
  • Per le attività regolamentate (farmacia, somministrazione di bevande): nome e indirizzo dell’autorità che ha rilasciato l’autorizzazione

Persona giuridica (società)

Le società devono indicare la loro ragione sociale, la loro forma giuridica e l’ammontare del capitale sociale, oltre all’indirizzo della sede legale e ai contatti. Il numero RCS, il numero di IVA intracomunitaria e le informazioni sull’hosting rimangono identici.

La mancanza dell’identità dell’hosting è l’omissione più comune sui siti delle piccole imprese. Molti pensano che questa dicitura riguardi solo i grandi siti, mentre si applica a tutti senza eccezione.

Accessibilità digitale e informazioni legali e-commerce dal giugno 2025

La direttiva europea 2019/882, trasposta in Francia dalla legge n° 2023-171 del 9 marzo 2023, ha esteso gli obblighi di accessibilità digitale ai siti di commercio elettronico destinati ai consumatori dal 28 giugno 2025. Questo obbligo, fino ad ora riservato al settore pubblico, riguarda ora anche i negozi online privati.

La DGCCRF è competente per controllare questi siti commerciali. Le sanzioni si presentano sotto forma di contravvenzioni di 5ª classe che possono raggiungere i 7.500 euro per infrazione per una società, e sono cumulabili. Un sito e-commerce che non rispetta le norme di accessibilità si espone quindi a multe significative, oltre alle sanzioni legate alle informazioni legali stesse.

Per gli editori di siti commerciali, ciò significa che la pagina delle informazioni legali deve includere anche una dichiarazione di accessibilità. I feedback sul campo variano riguardo al livello di dettaglio atteso in questa dichiarazione, ma la DGCCRF ha iniziato a effettuare controlli mirati.

Vista dall'alto di una scrivania con smartphone che mostra informazioni legali, quaderno di appunti e occhiali da lettura

Dati personali e cookie: articolare informazioni legali e conformità al GDPR

Le informazioni legali non si limitano all’identità dell’editore. Qualsiasi sito che raccoglie dati personali deve informare l’utente riguardo alla finalità di tale raccolta, alla base giuridica del trattamento, ai destinatari dei dati e ai diritti di cui dispone (accesso, rettifica, cancellazione).

Queste informazioni possono figurare in una politica sulla privacy separata o direttamente nella pagina delle informazioni legali. L’importante è che siano visibili e accessibili in massimo due clic da qualsiasi pagina del sito.

Per quanto riguarda i cookie, l’editore deve specificare le finalità di ciascuna categoria di cookie utilizzati e consentire all’utente di accettarli o rifiutarli in modo granulare. Un semplice banner “Questo sito utilizza cookie” senza opzione di rifiuto non è più sufficiente da diversi anni.

  • Cookie strettamente necessari: non è richiesto consenso, ma è obbligatoria l’informazione
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La proprietà intellettuale fa anche parte delle informazioni da non trascurare. Se il sito utilizza immagini, illustrazioni o testi provenienti da terzi, la fonte e la proprietà intellettuale devono essere indicate. L’assenza di credito può comportare la responsabilità dell’editore.

Sanzioni e controlli: un rischio sottovalutato dai piccoli editori

Il mancato rispetto degli obblighi di identificazione espone a procedimenti penali. Con la ricodificazione derivante dalla legge SREN, la sanzione è chiaramente definita: un anno di reclusione e 75.000 euro di multa per le persone fisiche. Le persone giuridiche rischiano multe quintuplicate secondo le regole abituali del diritto penale.

In pratica, i procedimenti rimangono rari per i siti a basso traffico. I dati disponibili non consentono di concludere sulla reale frequenza dei controlli mirati specificamente alle informazioni legali. Tuttavia, una controversia commerciale o un conflitto con un cliente può portare un giudice a rilevare l’assenza di informazioni legali come un elemento aggravante.

Il costo di conformità è tuttavia basso. Redigere una pagina completa di informazioni legali richiede al massimo alcune ore, e le informazioni richieste sono disponibili nei documenti amministrativi dell’azienda. Rimandare questa formalità equivale a esporsi a un rischio sproporzionato rispetto allo sforzo richiesto.

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