Consigli essenziali per prolungare la PreParE e ottimizzare la condivisione dell’educazione del bambino

La PreParE (prestazione condivisa di educazione del bambino) è un’indennità erogata dalla CAF o dalla MSA per compensare la perdita di reddito di un genitore che riduce o interrompe la propria attività professionale per prendersi cura di un bambino di meno di tre anni. Il suo funzionamento si basa su un principio di condivisione obbligatoria della durata tra i due genitori della coppia, il che impone una pianificazione rigorosa per non perdere mesi indennizzabili.

Regola di condivisione e finestra di sei mesi per il primo bambino

Il meccanismo meno compreso della PreParE riguarda le coppie con un solo bambino. In questa configurazione, la durata totale di erogazione è limitata, e ogni genitore ha a disposizione solo una finestra di sei mesi. Se il secondo genitore non prende la sua parte, questi mesi vengono persi: non vengono trasferiti all’altro genitore.

Questa restrizione rende indispensabile la coordinazione tra coniugi fin dalla nascita. Un genitore che desidera prolungare il proprio congedo parentale oltre sei mesi non potrà farlo da solo nell’ambito della PreParE. Il passaggio deve essere anticipato, idealmente prima della data di nascita, affinché il datore di lavoro di ciascun dipendente sia informato nei tempi previsti.

Per saperne di più sulla prestazione PreParE e sulle sue condizioni di prolungamento, la questione del calendario tra coniugi è il primo fattore da gestire.

Padre attivo che legge una storia a suo figlio durante il congedo parentale condiviso a casa

Durata della PreParE a partire dal secondo bambino: cosa cambia per la coppia

A partire dal secondo bambino, la durata totale di erogazione si allunga considerevolmente. L’indennità può essere erogata fino ai tre anni del bambino, ma con un limite: un genitore può beneficiarne solo per un massimo di due anni. L’ultimo anno è riservato all’altro genitore.

In pratica, ciò significa che una coppia in cui solo la madre prende un congedo parentale perderà il terzo anno se non pianifica un passaggio da parte del padre (o dell’altro genitore). Questa regola, introdotta per favorire una migliore condivisione delle responsabilità genitoriali, ha effetti concreti sull’organizzazione professionale dei due dipendenti.

Anticipare il ritorno al lavoro del primo genitore

Il genitore che riprende il lavoro dopo i suoi due anni di PreParE deve informare il proprio datore di lavoro rispettando il preavviso previsto dal Codice del lavoro. La data di ripresa condiziona l’inizio dell’erogazione per il secondo genitore. Qualsiasi interruzione tra i due periodi non è recuperabile.

Le famiglie monoparentali non sono soggette a questa obbligazione di condivisione. Un genitore isolato può percepire la PreParE per l’intera durata prevista, senza vincoli di passaggio.

PreParE a tasso parziale o a tasso pieno: impatto sulla durata e sull’importo

La PreParE esiste in tre versioni a seconda del livello di riduzione dell’attività professionale scelto dal dipendente:

  • Interruzione totale dell’attività: l’importo erogato è il più alto, ma il genitore non può svolgere alcuna attività retribuita durante il periodo di erogazione.
  • Attività part-time (50% o meno): l’importo è ridotto, ma il genitore mantiene un legame con il proprio lavoro e continua a contribuire per la propria pensione sulla parte lavorata.
  • Attività tra il 50% e l’80%: l’importo è ancora più basso, in cambio di un mantenimento più significativo nell’impiego.

La scelta tra queste opzioni non modifica la durata massima di erogazione, ma ha un effetto diretto sull’importo totale percepito e sui diritti alla pensione. L’assicurazione pensionistica dei genitori a casa (AVPF) può compensare parzialmente la perdita di trimestri per i genitori in interruzione totale, a determinate condizioni di reddito.

Compatibilità con il complemento di libero scelta del modo di custodia

Una trappola comune riguarda il cumulo tra la PreParE e il complemento di libero scelta del modo di custodia (CMG). In caso di interruzione totale dell’attività, queste due prestazioni non sono compatibili. Un genitore che smette completamente di lavorare e fa custodire il proprio bambino da un’assistente materna non potrà percepire il CMG in parallelo.

Questa incompatibilità può rendere un ritorno a tempo parziale più vantaggioso finanziariamente rispetto a un’interruzione totale. Un genitore che lavora part-time percepisce una PreParE ridotta, ma può cumulare questa con il CMG per coprire una parte delle spese di custodia. Il calcolo merita di essere fatto caso per caso, tenendo conto dello stipendio netto conservato, dell’importo della PreParE a tasso parziale e dell’aiuto per la custodia.

Madre in smart working che gestisce le pratiche amministrative per prolungare la PreParE dal suo ufficio a casa

Procedure presso la CAF e scadenze da rispettare

La richiesta di PreParE deve essere presentata presso la CAF (o la MSA per i dipendenti del regime agricolo) utilizzando il modulo dedicato. L’erogazione non è retroattiva: ogni richiesta tardiva comporta la perdita dei mesi non richiesti. Il genitore deve allegare un’attestazione del proprio datore di lavoro che confermi la riduzione o l’interruzione dell’attività.

Per il secondo genitore che prende il passaggio, deve essere presentata una nuova richiesta. I diritti del primo genitore terminano alla data dichiarata, e quelli del secondo iniziano alla data effettiva della propria riduzione dell’attività professionale.

Rivalutazione degli importi della PreParE nel 2026

Gli importi della PreParE sono soggetti a una rivalutazione regolare. Diverse fonti giuridiche e guide per i beneficiari menzionano un aumento degli importi a partire dal 1° aprile 2026. Questa rivalutazione segue il meccanismo abituale di indicizzazione delle prestazioni familiari.

Per un genitore alla fine dei diritti PreParE, verificare la data esatta della rivalutazione permette di sapere se gli ultimi mesi di erogazione beneficeranno del nuovo tariffario. La CAF applica automaticamente l’importo in vigore, senza ulteriori procedure da parte del beneficiario.

La PreParE rimane un dispositivo la cui efficacia dipende quasi interamente dal calendario. Un mese di ritardo nella richiesta, un passaggio mal organizzato tra i genitori, o una scelta di tasso mal calibrata rispetto al modo di custodia sono sufficienti a ridurre significativamente il beneficio reale della prestazione.

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