
Un sito e-commerce con un blog attivo e contenuti solidi può stagnare in fondo alla seconda pagina di Google per mesi. La ragione, spesso, è legata a un profilo di backlink troppo scarso o mal mirato. Migliorare la propria strategia di netlinking non si limita ad accumulare link: è un lavoro di targeting, di priorizzazione delle pagine e di monitoraggio regolare che condiziona direttamente la visibilità online di un sito web.
Netlinking e visibilità nei LLM: un segnale che Google non capta da solo
Si pensa prima ai motori di ricerca tradizionali quando si parla di backlink. Dal 2024, la situazione è cambiata. I grandi modelli di linguaggio (ChatGPT, Gemini, Perplexity) attingono le loro risposte da fonti che considerano affidabili, e i link editoriali su siti di autorità rafforzano la citabilità di un marchio da parte di queste IA.
Un link ottenuto su un media riconosciuto o un sito istituzionale non serve più solo a trasmettere PageRank. Inserisce il tuo marchio nel corpus di riferimento che i LLM sfruttano per formulare le loro risposte. Semjuice distingue inoltre i link che inviano un segnale forte a Google e simultaneamente ai LLM da quelli che hanno solo un effetto SEO classico.
Per una PMI, questo significa che un backlink su un elenco generico pesa sempre meno rispetto a una menzione editoriale contestualizzata. Quando si pianificano le campagne di netlinking, strumenti come buzzstream.fr permettono di organizzare la prospezione di questi link editoriali e di seguire gli scambi con le redazioni, il che struttura il lavoro quotidiano.
PR link building: ottenere backlink tramite le relazioni stampa

Il PR link building consiste nell’utilizzare le tecniche di relazioni stampa per ottenere link editoriali da media riconosciuti, con un impatto ben superiore sull’autorità di dominio rispetto al guest blogging o all’acquisto di link su piattaforme.
Develink descrive questo approccio attorno a diverse fasi operative:
- Costituire un elenco stampa aggiornato, identificando i giornalisti e blogger che coprono il tuo settore e accettano le richieste
- Adattare il contenuto al formato atteso da ogni redazione (dati esclusivi, angolo pratico, infografica riutilizzabile) piuttosto che inviare un comunicato generico
- Rispetta le preferenze di contatto di ogni giornalista (alcuni accettano solo i pitch via email, altri preferiscono LinkedIn o un modulo dedicato)
Il PR link building richiede più tempo rispetto all’acquisto di un link su una piattaforma, ma i ritorni variano su questo punto: alcuni siti notano un effetto sul loro posizionamento in poche settimane, altri devono attendere diversi mesi. La costante è che i link ottenuti tramite questa via resistono meglio agli aggiornamenti di Google perché si integrano in un contenuto editoriale reale.
Adattare il pitch al media mirato
Un pitch inviato a un sito di notizie tech non assomiglia a quello destinato a una rivista lifestyle. Si risparmia tempo segmentando la propria lista di contatti per tematica e per tipo di contenuto accettato. Un media che pubblica casi studio si aspetta numeri e risultati concreti. Un blog generalista preferisce un angolo pratico e semplificato.
Scegliere le pagine giuste da spingere con i tuoi backlink
Inviare tutti i link verso la homepage rimane un errore frequente. In pratica, si ottengono risultati migliori distribuendo i backlink verso le pagine che hanno un potenziale di posizionamento reale su query con volume di ricerca identificato.
Identifica prima le tue pagine situate in posizioni 5 a 15 su Google. Sono quelle che beneficeranno di più di un apporto di link, perché hanno già un segnale di pertinenza ma mancano di autorità per risalire in prima pagina.
Foxglove Partner insiste su questo punto: prima di acquistare o richiedere un link, è necessario sapere precisamente quale pagina si vuole rafforzare e su quale parola chiave. Un link verso una pagina di blog informativa non avrà lo stesso effetto di un link verso una pagina di conversione.
Variare le ancore per un profilo di link naturale
L’ancora del link (il testo cliccabile) influenza il modo in cui Google interpreta la tematica della pagina di destinazione. Un profilo di backlink composto esclusivamente da ancore esatte sullo stesso keyword sembra manipolativo e può innescare una penalità.
- Ancore di marca: il nome della tua azienda o del tuo sito, senza parole chiave aggiunte
- Ancore parziali: una variante naturale della parola chiave principale, integrata in una frase
- Ancore generiche o URL nude: “questo articolo”, “questa risorsa”, o l’URL grezzo del link
Si punta a un mix in cui nessun tipo di ancora supera la metà del totale dei link in entrata. Questo rapporto non ha nulla di scientifico, ma riflette ciò che si osserva sui profili di link di siti ben posizionati.

Monitoraggio dei backlink e pulizia del profilo di link
Ottenere link non basta se non si verifica mai il loro stato. I backlink possono scomparire quando un sito partner elimina una pagina o cambia CMS. Altri link, tossici, possono apparire senza che li si sia richiesti.
Un audit trimestrale del profilo di link permette di individuare le perdite e i link dannosi prima che influenzino il posizionamento. Si verifica che i link acquisiti siano ancora in dofollow, che le pagine sorgente siano ancora indicizzate e che la tematica del sito sorgente rimanga coerente con la tua.
Quando si rilevano link provenienti da siti di spam o reti di siti (PBN), il disconoscimento tramite Google Search Console rimane la procedura raccomandata. Questa pulizia regolare protegge l’autorità di dominio costruita nel corso dei mesi.
La strategia di netlinking più redditizia non è quella che genera il maggior numero di link, ma quella che mira ai siti giusti, spinge le pagine giuste e monitora ciò che accade dopo la pubblicazione.